| Recentemente lo storico Daniel Scavone ha avanzato
l'ipotesi che il Graal fosse in realtą la Sindone.
Egli ipotizza che la leggenda del Graal sia stata
ispirata dalle frammentarie notizie giunte in Occidente
di un oggetto legato alla sepoltura di Gesł e che ne
"conteneva" il sangue; queste notizie vennero poi forse
fuse con le leggende preesistenti che parlavano di una
coppa o un piatto.

A supporto di questa teoria Scavone nota che, secondo
alcune fonti, il Graal offriva una particolare "visione"
di Cristo nella quale egli appariva prima come bambino,
poi via via pił grande, infine adulto: egli ipotizza che
queste fonti riportassero, in modo impreciso, un rituale
nel quale la Sindone veniva dispiegata gradualmente e la
sua immagine era resa visibile, man mano che il rito
procedeva, in misura sempre maggiore, fino ad essere
mostrata nella sua interezza.
Inoltre, secondo le sue ricerche, la notizia secondo
la quale Giuseppe d'Arimatea avrebbe raggiunto la Gran
Bretagna deriverebbe da un'errata lettura della parola
Britio, nome del palazzo reale di Edessa (dove, secondo
molti storici, la Sindone si trovava tra il VI e il X
secolo), che sarebbe stata fraintesa per Britannia.
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